La CITTA' SOFFERTA

di Carlo Frittelli
                                                        

Ho sempre amato il lavoro di Luca Matti, questo suo modo di essere partecipe della realtà in maniera anche cruda, ma assolutamente assimilabile al lavoro dei grandi artisti di tutti i tempi.
Matti rappresenta il classicismo le linee decise i volumi: costruzioni di antica memoria, la nitida rappresentazione delle cose e allo stesso tempo il colore grumoso, sgocciolante degli ultimi lavori  ci offre uno spaccato della contorta realtà di oggi.
E' la tipica contraddizione di una società che crea e distrugge allo stesso tempo: il male fagocita il bene.

Le sue opere, non c'è dubbio, sono una presenza scomoda, ma lo sono in quanto rappresentano questa realtà, opere immerse nel proprio tempo, un tempo che non può essere edulcorato dalle mani dell'artista accondiscendente, coinvolto nei propri e negli altrui interessi, come troppo spesso si vede, ma uomo vero, autentico e consapevole della necessità di testimoniare il contenuto, senza timore, di quanto la vita oggi ci offre.
Lo so che, per certi versi, non si vede felicità, ma solo per chi non vuole vederla, per chi non vuole soffermarsi ad assimilarne il contenuto, timoroso di quelle verità che mortificano la propria esistenza, ma preferisce nascondersi, sorvolando per non correre il rischio di subire questa emotività.
Troppo spesso ho incontrato persone che davanti alle opere di Matti si fermano all'aspetto esteriore dei suoi personaggi, ne guardano la testa cuneiforme senza approfondire, eppure questi personaggi sempre intrisi del desiderio di arrivare, di prendere senza dare, di conquistare nuovi spazi, luoghi nuovi dove costruire, cementificare, togliere aria, respiro alla vita per giungere alla fine a mortificare l'ambiente; sono coloro che uccidono la vita. Per questo vanno guardati per non fuggire da una realtà che ci umilia, ma che allo stesso tempo ci fa capire la necessità di essere diversi.
Ecco che l'Artista ci pone davanti un dilemma: vivere per cercarne la fine o vivere per donare gioia e serenità alle generazioni future?
Investire, tutti i giorni continuamente si sente parlare di investimenti è diventato di moda: investire in azioni, nel mattone, in facili speculazioni, ma mai si parla di investire nell'humus vitale per aderire alla costruzione di una umanità più vera, più solidale, pronta a creare e scoprire grandi spazi del cuore e della mente.
Il lavoro di Luca Matti è la testimonianza di un crescendo continuo: il colore: una volta bianco e nero, oggi bitume oleoso, greve sgorga fremente, impetuoso dal pennello, il bitume si posiziona sulla tela, trova e si colloca negli spazi infiniti della nostra sensibilità. L'opera è sempre più realizzata, la forma geometrica, classica sostiene (è il caso di dire) al suo interno l'humus cosciente, lucido alla ricerca del terreno nel quale costruire un nuovo progetto per ridare scopo alla vita, l'unico vero scopo, quello di essere uniti nell'interesse di tutti, amarsi ed essere amati, per dare il contributo alla realizzazione di una migliore condizione della vita, vivere dentro la città per conquistare il dono per godere di questo meraviglioso monumento, sorto come per incanto nei secoli per creare luoghi pronti ad accogliere, a formare gruppi di persone operose desiderose, vogliose di stare insieme, solidali nel loro stesso interesse per vivere una vita diversa, più vera, più autentica e più confortevole; con le sue case con i suoi meravigliosi  palazzi, con le sue le opere d'arte: dipinti sculture e musei pronti ad accoglierle per lasciarne traccia esempio a testimonianza della creatività dell'uomo.

La città questo luogo meraviglioso, nato dall'incontro di esseri umani, contenitore di nuove idee, capace di creare agglomerati urbani in grado di esprimere gioiosa testimonianza, vedi Giotto le case tinteggiate di colori vivaci il rosso il giallo il celeste con le sue piazze l'agorà pronte ad accogliere la polis, dove proiettare e discutere delle idee di tutti e dove la gente insieme, potesse unire i propri sentimenti per contestare o per approvare “democraticamente” il buono o il cattivo Governo.

Il ciclo di opere su tela, dipinte con il bitume, dal titolo: “Tutto Mondo” sono opere di rara potenza, mi farebbe piacere che un giorno Luca Matti venisse invitato a realizzare un ciclo di affreschi, in un luogo pubblico, nella città di Firenze per creare un sodalizio visivo tra due città: Siena e Firenze, esempio tipico della nascita dell'Umanesimo.

Siena con il meraviglioso ciclo di affreschi che Ambrogio Lorenzetti dipinse nel lontano 1300 definiti “del Buono e del Cattivo Governo” al quale lavorò con grande impegno non immaginando ciò che sarebbe potuto accadere a distanza di secoli dove oggi il lavoro di Luca Matti ci riporta indietro nel tempo e ci fa vivere questa nostra realtà come uno scempio per l'inquinamento indiscriminato di Città diventate oggetto-soggetto di morte...

Sono sicuro che una testimonianza così forte farebbe riflettere tanti nostri amici, su quanto accade nel nostro Paese, procurando loro benefiche reazioni.

 
Testo su catalogo mostra personale NUOVIMONDI, a cura di Marzia Ratti in collaborazione con Galleria Frittelli arte contemporanea. CAMeC, Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia. 30 Novembre 2012 - 10 Febbraio 2013

 

 


Indietro - torna alla home page