Mappe e bitumi
di Marzia Ratti

Il dipinto Nuovomondo è l’opera premiata dal CAMeC alla seconda
rassegna di Settembre d’Arte (2011), ex aequo con Tempo
in processo di Giovanni Campus. La motivazione della giuria,
presieduta da Concetto Pozzati, ha apprezzato e sottolineato l’
“originale grafia e scrittura abitativa”. Effettivamente, la scrittura
abitativa di Luca Matti che pervadeva le mappe dipinte sulle tele
è stato sin da principio l’aspetto singolare ed attrattivo del lavoro
dell’artista fiorentino.
Solitudine, caos, grigiore sono le caratteristiche della serie Nuovimondi
che presenta l’evoluzione del suo lavoro sulla città, iniziato
da alcuni anni sia in pittura che in video e proiettato ora a
dimensione globale.
Da lontano i suoi planisferi abitati si stagliano formalmente eleganti,
cromaticamente in perfetto equilibrio tra i bianchi e i bruni,
tra le densità del colore e i profili delle anonime case seriali, attirandoci
ed attraendoci nell’armonia estetica del loro concept;
ma quanta ansia producono avvicinandoci, scoprendo il predominio
totale della città sulla natura, avvertendo il pericolo che ci
sovrasta sia pure dissimulato nell’artificio visivo. Presentazione
dei temi e rappresentazione visiva sembrano marciare a due andature
diverse, confermando ancora una volta che i processi
estetici sono in grado – se lo si voglia – di trattare gli argomenti
in modo diverso, suscitando riflessioni e reazioni non scontate.
Forma e contenuti in Luca Matti possono essere distinti con bisturi
chirurgico per lasciare ad ognuno i relativi riferimenti: da
un lato, una ricerca figurale che sviluppa le doti dell’illustratore
nativo tendendo però alla sintesi rappresentativa che è indizio di
una conquista linguistica; dall’altro una coscienza vigile, quasi
nervosa, che interroga la condizione umana attraverso il filtro
di una fantasia tributaria del pensiero onirico. Tuttavia fra i due
aspetti non vi è contraddizione: casomai il tentativo di mantenere
in continuo dialogo il percorso pittorico e quello grafico.
Da semplici lettori, nel rapporto diretto col testo visivo cedendo
alla tentazione di riferirci ai soli temi narrativi, ci chiediamo se
l’uomo ci sia ancora in questi asfittici scenari o sia già fuggito a
far danni su altri pianeti. La fuga è forse la sola risposta in grado
di impedire il crollo psicologico dell’individuo di fronte alla
paura di essere sopraffatto dalla città tecnologica fagocitante
- come non ricordare il mitico romanzo Logan’s run? - e, non
a caso, l’uomo che scappa è il tema centrale del video di Luca
Babilogonia (2009) che va, appunto, considerato nel percorso di
gestazione di questi apocalittici Nuovimondi
Se invece con sguardo più consapevole al fatto artistico osser-
viamo il significato pittorico non tardiamo a scoprire la connessione
profonda tra i generi praticati dall’artista - pittura, graphic
novel e film d’animazione - e poi l’esigenza incontenibile di tendere
a un evento figurale in sé concluso, sia pure inserito in una
sequenza logica narrativa e in continuità coi precedenti della sua
ricerca.
Luca Matti è molto coerente nel suo cammino poetico e procede
per addenda combinatorie, passando da un genere ad un altro
in modo sorvegliato e senza perder di vista la norma interna di
ogni produzione.
In Nuovimondi, il non colore diventa lo scarto nei confronti della
realtà, la dimensione altra per dar voce alle suggestioni surreali
che da sempre lo intrigano. Negli ultimi dipinti, che Luca ha
voluto presentare al CAMeC oltre alle mappe fantascientifiche
- Alta tensione, Pompe, Raffinazione - è protagonista il colore bituminoso.
Il bitume ora lo tenta con forza, forse lo tormenta anche,
costringendolo a formare immagini che ne siano in qualche
modo un’estensione logica, rafforzata dalla qualità stessa della
materia. La fisicità dell’opera è determinante: il bitume denso e
colante, diventa comunicazione di pathos.

 

 

 

 
Testo su catalogo mostra personale NUOVIMONDI, a cura di Marzia Ratti in collaborazione con Galleria Frittelli arte contemporanea. CAMeC, Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia. 30 Novembre 2012 - 10 Febbraio 2013
 

 

 


Indietro - torna alla home page