Luca Matti

 

I personaggi che popolano il mondo in bianco e nero rappresentato nelle tele di Luca Matti sono strani umanoidi che, costretti ad ambientarsi nella metropoli contemporanea, hanno subito una vera e propria metamorfosi. Ai confini tra la pittura e il fumetto, le figure dipinte da Matti hanno il volto inespressivo, i lineamenti spigolosi; sulla testa crescono protuberanze a forma di palazzi, mentre i corpi sono sinuosi ed eleganti come felini e le dita lunghe ed affusolate. Questa nuova specie di mutante č circondato da imponenti paesaggi metropolitani: alti grattacieli e stanze semivuote arredate soltanto con pochi oggetti, elettrodomestici o prodotti tecnologici. Esso appare, al tempo stesso, perfettamente integrato nel suo habitat, ma alienato e privo della capacitā di comunicare con i suoi simili. Tali elementi sono tutti presenti, ad esempio, in una delle opere esposte nella recente mostra fiorentina, “The building”, installazione composta da dieci tele di grandi dimensioni che occupano tre intere pareti della prima sala della galleria, trasformando il visitatore in un voyeur: ciascuna tela, infatti, apre una finestra sui momenti privati degli anonimi abitanti di un palazzo. Ritratte in atteggiamento assorto e meditabondo, le figure sono costantemente affiancate dalla loro ombra, che appare quasi come il loro alter ego. Gli stessi motivi ritornano nelle brevi animazioni video, che raccontano con ironia microstorie di incubi metropolitani, i cui protagonisti sono circondati e inghiottiti dalla cittā, talora raggiungendo la totale osmosi con essa. Infine, anche le sculture, realizzate dall’artista con ritagli di camere d’aria, raffigurano analoghe sagome di “umanoidi metropolitani”.

 

Daniela Ardizzone

Tema Celeste # 92, luglio-agosto 2002


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