Inveniendo formam

 

Le sculture di Luca Matti sono un'estensione tridimensionale dell'
immaginario che l'artista coltiva sulla tela, ma non sarebbe facile indicare
che cosa sia emerso in origine, e quanto le prime abbiano influenzato la
pittura, o viceversa.
L'elezione del mezzo (la gomma con cui vengono prodotte le camere d'aria)
richiama istantaneamente il paesaggio di grandi città urlanti, con
accelerazioni vertiginose, sterzate improvvise, comunicazioni via etere,
allucinazioni narcotiche e linguaggi digitali. Da questa temperie
tecnologica Luca Matti sottrae un elemento popolano: la gomma che prende
fuoco nei down-town di tutte le capitali e che lascia strisce livide sull'
asfalto. La camera d'aria viene fabbricata per essere resistente, ed è
probabile che, per le qualità fisiche e l'adattabilità, possa diventare la
principale sopravvissuta in un ipotetico day-after: la materia prima di
futuribili, e non del tutto improbabili, ere post atomiche. Le metropoli
sulle quali Matti fa dibattere i personaggi delle sue opere -
indifferentemente dipinti, video o sculture - sono ricalcate su panorami
realistici tratti dagli scenari delle città contemporanee.
Nella stessa misura, la camera d'aria è vicinissima al lattice artificiale e
ad altre fibre elaborate dalle industrie vestiarie, e Matti mette a fuoco la
frontiera fra l'attrazione esercitata sull'uomo da modelli robotici e la
loro evidente ostilità.
Gli oggetti in gomma (antiche madri in attesa, pericolosi assassini e
contorti viaggiatori) possiedono una diuturna instabilità, una flessibilità
che, come le figure rappresentate sulle tele, interpretano la rapidità delle
informazioni che ricevono, in un continuo processo di alterazione e
metamorfosi.

Pietro Gaglianò

testo per volume:

"Trame, con l'Abito-Intorno all'Abito",  a cura di Pietro Gaglianò,

edizioni Pendragon, 2005

 


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