Matti per la danza

 

Da tempo la scultura si trova di fronte al problema del proprio rinnovarsi, senza per questo rimanere ancorata alla tradizione delle forme, ma neppure affrontando il rischio di un eccesso di evaporazione. Il giovane autore Luca Matti si è posto questo problema tentando di dare risposte non univoche in direzione di una scultura leggera e contemporanea. C’è innanzitutto l’uso di un materiale molto particolare, vecchie camere d’aria e gomme nere che avrebbero già terminato il loro ciclo vitale. Ma si sa l’arte può manipolare il tempo e conferire importanza anche a cose che di norma verrebbero  ritenute scarti. C’è dunque un valore “ecologico” nell’opera di Luca Matti nel non sovraccaricare di immagini e oggetti un mondo già oberato dalla plus-informazione.

Altra passione “folle” di Luca è il disegno. Un tratto scuro, nervoso, espressionista che gli viene dallo studio della grafica e dello stile con cui si rappresentava, un secolo fa, il caos della metropoli europea. Le tavole di Matti guardano al cinema di Lang e al capolavoro di Wiene Il gabinetto del dottor Caligari, filtrato in chiave attuale attraverso la fantascienza e il bmovie, immerso in un universo nero da incubo di fine millennio. Non c’è altro colore che il nero in Luca Matti e questo diventa condizione esistenziale che ti si cuce addosso come un vestito. Il nero è una scelta di vita, ha in sé il mistero e l’eleganza, il rigore e lo sfarzo, il tutto e il nulla.

Ma soprattutto questi nuovi lavori di Luca finiscono per diventare sculture in movimento, oggetti da indossare come protesi carnose di gomma nera, niente di più lontano dalla moda high tech. L’intuizione, importante, è che oggi la scultura è soprattutto corpo: non più oggetto che riflette la plasticità ma soggetto esso stesso, perché al corpo non basta più essere semplicemente rappresentato ma vuole diventare il protagonista in scena. D’altra parte la scultura ha sempre “fermato” in un istante il movimento e dunque risulta performantica per sua intima natura. In un’idea di opera totale dove le arti dialogano tra loro fuori dai rispettivi confini Luca Matti ci offre certamente un’idea di dinamismo intellettuale che ci affascina. Sia che si parli di scultura sia che si vada in scena.

 

Luca Beatrice

per libretto spettacolo danza "Differentia" di M. Levaggi,

Teatro Carignano, Torino, Novembre 2005

 


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